martedì 1 marzo 2016

Perché partecipare alla Marcia per la vita

Ricordo l'appuntamento per l'8 di maggio prossimo alla Marcia per la Vita e condivido qualche riflessione scritta lo scorso anno per invitarvi a partecipare numerosi. Mi raccomando: non mancate !!!


Siamo appena tornati dalla Marcia 2015: due ore di cammino sotto un caldissimo sole romano, con due bambini per mano e due nel passeggino, letteralmente a pezzi ma felici.
Per recuperare le forze abbiamo portato i bambini a gustare un ottimo gelato e, mentre godevamo un po' d'ombra, abbiamo fatto un bilancio di questa esperienza.
Alcune persone sono dubbiose sull'utilità di iniziative come questa, poco pubblicizzata persino negli ambienti ecclesiali e così apertamente osteggiata dai media (state pur tranquilli che nonostante le persone presenti fossero molte -tra le 40000 e le 60000- i giornali e telegiornali di domani ne parleranno ben poco).
È vero: la cultura della morte ha messo radici profonde nel nostro paese tanto che l'eutanasia viene vista come un traguardo sociale da raggiungere e l'aborto nemmeno viene messo più in discussione. 
Questo però avviene anche perché tante, tantissime persone che dovrebbero indignarsi, parlare, gridare contro questo abominio, invece di farlo, tacciono. 
Sicuramente esporsi sui cosiddetti 'temi etici' ci mette in una posizione scomoda. Sicuramente parlando apertamente ci attireremo l'ostilità di alcuni vicini di casa, colleghi, superiori e conoscenti. Forse però le persone con cui parleremo rifletteranno e cominceranno a cambiare mentalità. Potremmo perfino scoprire che tra le tante persone con cui siamo quotidianamente a contatto c'è una donna in difficoltà e (volesse il Signore) avremmo l'occasione di aiutarla concretamente, contribuendo a salvare delle vite.
Certamente questo lavoro nella vita quotidiana è indispensabile e per un cristiano è anche un dovere morale grave (come saremo giudicati alla fine della nostra vita se con il nostro silenzio saremo stati complice della morte di uno o più bambini innocenti?).
Questo lavoro viene svolto ogni giorno da moltissime persone di buona volontà, non solo dai cristiani, ma da tutti coloro che seguono la legge morale scritta indelebilmente nel loro cuore.
Quante vite vengono salvate ogni giorno! Quante mamme disperate e sole hanno ora una vita felice insieme ai loro splendidi bambini grazie al lavoro dei Cav, i centri di aiuto alla vita, le parrocchie, il sostegno morale e materiale di tante mani amiche che si sono spese gratuitamente per loro?
Anche io, come tanti altri, dico che è così che si salvano i bambini e si aiutano le donne, non con le marce e gli slogan.
Le marce e gli slogan hanno però un peso pubblico, 'politico' e, per quanto siano ignorati dai nostri governanti, non sono mai inutili.
Come cittadini italiani e come cristiani non solo possiamo, ma dobbiamo alzare la nostra voce ed esprimere la nostra volontà. Lamentarsi e brontolare chiusi in casa non giova a nulla!

Per me, la marcia per la vita è:

un'occasione per far capire che ci siamo, non abbiamo paura di mostrarci e di far valere le nostre idee;

. un'opportunità di ascoltare testimonianze, scambiarsi esperienze e impressioni sulla tutela della vita e la cura delle fragilità nel nostro Paese;

un modo per sensibilizzare le persone su un tema così delicato come la tutela della vita, che tanto spesso viene banalizzato trattandolo con un sentimentalismo da rivista patinata e una superficialità raccapricciante;

. un'occasione per incontrare amici da tutta Italia, per 'contarsi' e conoscersi meglio tra noi;


. un evento gioioso: con i palloncini, il trenino gratuito per i bambini, gente sorridente e clima festoso e positivo

E per voi? Quali sono le motivazioni che vi spingono a partecipare?

Arrivederci a Roma, nella seconda domenica di maggio 2016

lunedì 20 luglio 2015

Mamme, Gesù vi chiede di rilassarvi




In queste calde giornate estive vi propongo un articolo un po' provocatorio ma che contiene una grande verità.
Molte di noi avranno più tempo del solito da passare con i propri bambini ed è naturale pensare a come riempirlo di cose belle, momenti rilassanti ed istruttivi, gite (per chi se le può permettere), attività sportive e creative, ...
Prima di cominciare ad organizzare la vostra settimana, prendete un minuto per leggere questo articolo e rifletterci su. È meno banale di quel che sembra

L'originale in inglese si trova qui



Mamme, Gesù vuole che vi rilassiate

Qualche dato scientifico: 

1. Se i vostri figli non sanno leggere a quattro anni hanno il 95% di possibilità di diventare senzatetto o drogati.

2. Se i vostri figli mangiano un qualunque cibo industriale hanno l'85% di possibilità di contrarre una malattia rara e probabilmente incurabile entro i 12 anni

3. Se all'alba non siete svegli a leggere la Bibbia ai vostri figli, molto probabilmente siete dei pagani intrappolati nella rete della stregoneria

4. Se i vostri figli guardano la televisione per più di 10 minuti al giorno hanno il 75% di probabilità di finire in una gang di criminali entro i 17 anni.

Ovviamente, i dati di questa lista non sono veri (almeno non credo). Ma ho notato che internet ha reso molto più facile per la gente, e soprattutto per le mamme, fare paragoni con gli altri.

Ora, tanto per chiarire, questo non è un post contro i "blog di mamme", o come si chiamano. Se tenete un blog da mamme, a me sta benissimo. Questo è un post per incoraggiare le mamme che tendono a perdere le staffe e si sentono del tutto fallite quando leggono i blog di mamme e i post che le mamme scrivono su Facebook.

Mamme, Gesù vuole che vi rilassiate nel vostro ruolo di mamme. Non devi fare il pane in casa per essere una madre devota. Non devi cucire i vestiti dei tuoi figli per essere una madre devota. Non devi utilizzare tutti i buoni sconto, comprare solo prodotti biologici, tenere un diario, fare scrapbooking, giardinaggio, preparare gli omogeneizzati in casa per essere una madre devota.
Non c'è niente di male in queste cose, ma non sono neanche nominate nella descrizione del tuo lavoro che si trova nella Bibbia.

Ecco come viene descritto il tuo lavoro:

Ama Dio. Questo significa semplicemente trovare un po' di tempo durante la giornata per incontrarti col Signore. Non dev'essere prima che i bambini si sveglino. Non dev'essere nella quiete che precede l'alba. Il tuo compito è di amare Dio. Ci sono un milione di modi differenti per farlo tra cui trovare quello giusto per te.

Ama tuo marito (a meno che tu non sia una ragazza madre, naturalmente). Il tuo secondo compito è amare e servire tuo marito. I mariti devono fare lo stesso per le loro mogli, ma questo è argomento per un altro post. Se a tuo marito piace davvero il pane fatto in casa, forse potresti farglielo. Ma non fare il pane in casa solo perché vedi le altre mamme che postano su Facebook le foto di quello fatto da loro. 

Ama i tuoi figli. Il tuo dovere di mamma è di amare i tuoi figli e insegnare loro a seguire il Signore. Non c'è bisogno che sappiano il latino entro i sei anni. Se lo sanno, tanto di cappello. Ma è una cosa in più, non rientra nelle tue mansioni. Il tuo lavoro è semplicemente amare i tuoi figli con tutto il tuo cuore stanco e stressato ed insegnare loro ad amare Gesù. È una vocazione importante. Non andare a lanciarti in altre cose che non c'entrano solo per renderti la vita più difficile. Se vuoi insegnare ai tuoi figli a cucire, benissimo. Ma non farti schiacciare dai sensi di colpa se i tuoi bambini a 10 anni non creano blazer alla moda.

Mamme, Gesù vuole che voi riposiate in Lui. Vuole che vi rilassiate. Il Suo giogo è dolce ed il Suo peso è leggero. Non paragonatevi alle altre mamme. Non cercate di essere qualcosa che Dio non vi chiede di essere. Se i blog di mamme vi fanno sentire in colpa, smettete di leggerli. Siate fedeli alla vostra vera vocazione e sappiate che Lui è contento di voi. Quando i vostri bambini fanno il riposino, non sentitevi in colpa se guardate un episodio di “Lost”, o del vostro programma preferito.

Ama Dio, ama tuo marito, ama i tuoi figli. Non complicarti la vita e rilassati.


venerdì 19 giugno 2015

La famiglia di papa Giovanni

Una riflessione di Don Giuseppe Tomaselli 

I pellegrini che vanno a Roma, quasi tutti, visitano la Basilica di San Pietro. C'e molto da vedere nel primo Tempio della Cristianità.
Da alcuni anni in qua i pellegrini sono soliti chiedere: Dov'è la tomba di Papa Giovanni? - È ormai desiderio delle masse vedere questa tomba, inginocchiarvisi e pregare, ricordando si grande Pontefice.
Nell'interno della Basilica c'è un passaggio sotterraneo, che porta alle Grotte Vaticane: qui si trova la tomba di Papa Giovanni. Fiori, ceri, fedeli in ginocchio che pregano o che piangono di gioia e di commozione. Ci si rialza sollevati nello spirito.
Chi è quest'uomo, che ha lasciato sì grande scia di luce nel mondo? Com'è giunto all'apice del Pontificato ed alle cime della santità? Dove e come si è formato per arrivare a tanto? ... La sua famiglia era esemplarmente cristiana, perché i suoi genitori così la vollero e così la formarono. Papa Giovanni fu il frutto del buon esempio avuto in seno alla famiglia. Papa Giovanni scrisse nel suo Diario ed all'occasione lo ripeteva: «Quando la radice è sana, l'albero cresce vigoroso anche tra i sassi... Quando i focolari domestici sono bene accesi e la grazia del Signore lavora, anche attraverso umili condizioni sorgono effetti mirabili ad attestare il soprannaturale ed il divino.
« Sì; e alla mia famiglia, e all'esempio dei miei genitori, è all'atmosfera buona respirata sin dall'infanzia in casa, che io devo in gran parte la mia vocazione sacerdotale ed apostolica ...
« Sono il quarto di tredici figli ... Il Signore benedice le marmitte quando sono grandi!
« Oh, mio padre! Che esempio di vita cristiana!... Che mamma ho avuto! Che coscienza semplice e pura ha avuta sino alla più tarda età!
« I miei genitori pregavano sin dal mattino, cominciando al suono dell'Angelus. Ogni giorno andavano a Messa... Alla sera, e tutte le sere, in casa s'intonava il Rosario; tutti rispondevano, formando tutta una musica, il cui ricordo, a distanza di anni, ancora m'intenerisce!
« Sono nato povero. A tavola c'era mai pane, soltanto polenta, raramente la carne; solo a Natale ed a Pasqua una fetta di dolce casalingo. Eppure, quando un poverello si affacciava alla porta di casa prima che fosse distribuita la minestra, la mamma l'invitava ad entrare, gli preparava un posto e lo faceva sedere in mezzo a noi per rifocillarlo ».
Scrivendo ai suoi genitori il 26 novembre del 1930, diceva: «Quando sono uscito di casa verso i dieci anni di età, ho letto molti libri ed imparate molte cose, che voi non potevate insegnarmi. Ma quelle poche cose, che ho appreso da voi in casa sono ancora le più preziose ed importanti». Fin qui il Diario. Se Angelo Roncalli avesse trascorsa l'infanzia in una famiglia impregnata di cattivi esempi, molto probabilmente la Chiesa di Gesù Cristo non avrebbe avuto Papa Giovanni, il quale a sua volta fu luminare di buon esempio in vita, sul letto di morte e lo è ancora stando nella tomba! .

Tratto da Don Giuseppe Tomaselli, T.E.L.E.V.I.S.I.O.N.E., Opera Caritativa Salesiana Don Giuseppe Tomaselli, Messina


sabato 13 giugno 2015

13 giugno: Sant'Antonio da Padova



In una famiglia numerosa, con bambini piccoli, composta da membri disordinati e incorreggibili, facciamo spesso ricorso a Sant'Antonio per ritrovare le cose smarrite, posso dire senza paura di esagerare che il suo aiuto è pressocchè quotidiano.

Nello specifico, io trovo veramente miracolosa questa preghiera della tradizione popolare:

Si quaeris miracula,
mors, error, calamitas,
daemon, lepra fugiunt,
aegri surgunt sani.

Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas;
petunt et accipiunt
iuvenes et cani.

Pereunt pericula,
cessat et necessitas;
narrent hii qui sentiunt,
dicant Paduani.

Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas;
petunt et accipiunt
iuvenes et cani.
Gloria Patri et Filio
et Spiritu Sancto
Sicut erat in principio et nunc et semper 

et in secula seculorum Amen
Ora pro nobis, Beate Antoni,
Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

O Lingua benedicta, quae Dominum semper benedictisti et alios benedicere fecisti: nunc manifeste apparet quanti meriti extitisti apud Deum.

Oremus.
Ecclesiam tuam, Deus, Beati Antonii Confessoris tui commemoratio votiva laetificet, ut spiritualibus semper muniatur auxiliis et gaudiis perfrui mereatur aeternis. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

Se cerchi i miracoli,
la morte, l'errore, la calamità
e il demonio sono messi in fuga,
gli ammalati divenir sani.


Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.


S'allontanano i pericoli,
scompaiono le necessità;
lo attesti chi ha sperimentato
la protezione del Santo di Padova.


Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.


Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
ora e sempre,
nei secoli dei secoli.


Il mare si calma,
le catene si spezzano;
ritrovano le cose perdute
i giovani ed i vecchi.

Amen.

Prega per noi, o Beato Antonio, perché siam fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo.
O Dio, la votiva commemorazione del Beato Antonio, Confessore tuo, allieti la tua Chiesa affinchè resti sempre munita di aiuti spirituali e meriti di godere gli eterni gaudi del Cielo. Per Cristo, nostro Signore.

Amen.


O Lingua benedetta, che benedicesti sempre il Signore e lo facesti benedire dagli altri, ora chiaro appare di quanto merito sei stata al cospetto di Dio.

(A questa preghiera è annessa l'indulgenza parziale alle solite condizioni)

Oggi che la Chiesa onora questo grande Santo, ci uniamo alla lode e al ringraziamento al Signore che opera ancora oggi attraverso Sant'Antonio. Nella nostra famiglia accendiamo una candela davanti ad una sua immagine, recitiamo una preghiera e facciamo qualche canto popolare come questi:
 
O dei miracoli
inclito Santo,
dell’alma Padova
tutela e vanto,
benigno guardami
prono ai tuoi pie’:
o sant’Antonio, prega per me! (2 volte)

Col vecchio il giovane
a te sen viene,
e in atto supplice
chiede ed ottiene;
di grazie arbitro
Iddio ti fe’:
o sant’Antonio, prega per me! (2 volte)

Per te l’oceano
si rasserena,
riprende il naufrago
novella lena:
morte e pericolo
fuggon per te:
o sant’Antonio, prega per me! (2 volte)

Per te riacquistansi
beni ed onore;
i morbi cessano,
cessa il dolore.
Ove tu vigili
pianto non è:
o sant’Antonio, prega per me! (2 volte)

 Sempre benefico
ai tuoi devoti,
ne ascolti l’umili
preghiere e voti:
fammi propizio
il divin Re:
o sant’Antonio prega per me! (2 volte)

Che gran prodigio, che bel portento
ostie leggere, versate al vento
sul capo fermansi del Dio bambino
a foggia quasi di un cappellino

Erano sedici, le ostie versate
ma solo tredici, si son fissate
le altre andarono in preda al vento
... che gran prodigio
che bel portento

Inno composto dall'allora parroco di Santa Maria delle Grazie di Bruscianoin seguito ad un miracolo del 1875:
La popolana Zi Cecca De Falco si rivolse a Sant'Antonio per ottenere la guarigione del figlio promettendo che se avesse ottenuto la grazia, avrebbe donato al Bambinello che il Santo tiene in braccio una coroncina tutta d'oro.
Il figlio guarì e la madre cercò in tutti i modi di procurarsi il denaro necessario a sciogliere il suo voto. Per quanto fece, non le fu possibile. Così il 13 giugno, in occasione della processione in onore di Sant'Antonio, la povera donna fece tutto quanto poteva lanciando verso il simulacro del santo dei fiori e sedici ostie.
Di queste ostie, tredici si collocarono sospese in aria sulla testa del Bambinello, in forma di corona, mentre le altre venivano disperse dal vento.
Il fatto prodigioso venne interpretato come una conferma del Cielo dell'accettazione dei voti della donna e viene ancora oggi ricordato da tutta la cittadina e buona parte della Campania




 
Salve, o Santo! Da tutte le terre
a te accorron le genti invocando
i tuoi doni celesti da quando
tu volasti al trionfo immortal.

Sant’Antonio, la luce possente
dei prodigi diffondi qua giù.
Deh, tu guidaci il cuore e la mente
sul sentiero che porta a Gesù,
Deh, tu guidaci il cuore e la mente
sul sentiero che porta a Gesù,

 A te chiedono i giovani ardenti
del tuo giglio il perenne candore;
l’innocente purezza del cuore
serba ai bimbi da insidia fatal.

Sant’Antonio, la luce possente…

Il tuo grido fremente d’amore,
primo araldo del gran poverello,
suoni al cuore di ogni nostro fratello
come ai popoli un giorno vibrò.

  Sant’Antonio, la luce possente…

Dai tuguri, languenti famiglie,
padre santo, ti chiedono pane;
o dei poveri aiuto, non vane
sian le voci che imploran pietà.

 Sant’Antonio, la luce possente…

giovedì 28 maggio 2015

Dalla bocca dei fanciulli dei lattanti ti sei procurata la lode, ovvero: 'C'hai ragione Gesù!'

I bambini, con la loro innocenza e semplicità sono prediletti dal Signore, hanno il cuore puro e pronto ad amare; se ben guidati dai genitori cresceranno in sapienza, età e grazia, ...

Sì, ma come si fa? Come possiamo educare e trasmettere la fede ai nostri figli? E come insegnare loro le cose di Dio?

Qualche anno fa una signora anziana mi disse: 'Se semini bene nel cuore dei tuoi figli, senza preoccuparti di vedere subito i risultati, prima o poi porterà frutto". Certo, era una frase di circostanza, ma con una sua profonda saggezza: anche io penso che, fatto quanto ci è possibile, come un contadino aspetta la stagione dei raccolti, anche noi non possiamo far altro che metterci in un angolo, sperare e pregare che la grazia di Dio e la volontà personale dei ragazzi portino a maturazione quel poco che abbiamo seminato.

Ma in pratica... quanti dubbi e quante preoccupazioni assillano ogni giorno i genitori! Certo bisognerebbe stare sempre sereni e in pace ma non tutti i genitori sono santi, ça va sans dire.
Persino io, nonostante i miei figli siano ancora parecchio lontani dalla delicata età dell'adolescenza, tante volte mi trovo affaticata e piena di dubbi.
Saranno troppo piccoli per condividere i momenti di spiritualità familiare? O, al contrario, dovremmo spronarli a impegnarsi un po' di più?
Spesso mi chiedo, ad esempio: ha un senso recitare insieme le preghiere della sera mentre due bambini litigano imperterriti per il possesso di un calzino? O dire il Rosario mentre un bambino ripete continuamente "pesce spada puzzolente" e un altro fa le capriole? Si può meditare la vita di Nostro Signore Gesù Cristo se, non appena si comincia, si viene interrotte da un lattante colto dall'improvviso bisogno di uno spuntino (cosa che immediatamente fa perdere i pensieri dei più grandi in una nube indistinta di corse di auto, Saetta McQueen e principesse)?
Quante volte, arrivati all'agognata ora della nanna sono stata interrotta mentre leggevo una bella storia della Bibbia per sentirmi fare una domanda su un cartone animato o su Gardaland!
Insomma, avrete capito che  i miei figli non assomigliano quasi per niente a quei bei bimbi devoti, ordinati e puliti che si trovano nelle illustrazioni dei libri di religione degli anni '50.

Ogni tanto però il Signore mi manda qualche incoraggiamento; è quello che è successo l'altra sera e desidero condividere questo momento.
Dopo una giornata veramente molto molto impegnativa, ho deciso di sostituire la lettura della Bibbia per ragazzi con un brano corto della Bibbia per i grandi (lo ammetto: spinta sopratutto dal desiderio di sfogliare la mia nuova Ricciotti fresca di stampa).
La scelta è caduta sul libro dei Proverbi ed ho cominciato a leggere "Ascolta figliuolo, l'istruzione di tuo padre e non trascurare l'insegnamento di tua madre [...] Figliulo se i peccatori ti adescano non dar retta a loro [...] Figliuolo, non metterti con essi su questa via, vieta al tuo piede le loro strade, perchè corrono a gran passi verso il male [...] tendono insidie, ma contro il proprio sangue, preparano frodi, ma a danno delle loro anime. Tali sono le vie degli uomini dati alla rapina, spogliano se stessi della propria vita."

La mia Maestrina (5 anni) ha commentato: 'Eh certo: i cattivi e i ladri pensano di essere più furbi tipo Capitan Uncino ma sono molto stupidi perchè se poi non vanno in Paradiso non ci guadagnano niente'
Io, incredula ed entusiasta per aver udito una frase sensata e pertinente (oltretutto su un testo che a me sembrava molto più difficile del solito) ho esclamato: 'Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti ti sei procurato la lode!'
Il Pirata (4 anni) ha replicato ridendo: 'Ma mamma cosa dici?'
Allora ho spiegato: 'Ma sì, vedi che i bambini come voi capiscono queste cose meglio dei grandi, così dalla vostra bocca si sente la verità della Parola di Dio. Anche Gesù ha detto 'Ti rendo lode o Padre perchè hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli'. Pensa che c'è gente che ha studiato tanto ma non ha ancora capito quello che ha capito tua sorella. Ci sono persone anche grandi e famose, sapienti e intelligenti che non credono nel Paradiso e nemmeno in Dio'
Il Pirata: 'Non credono in Dio?' e la Maestrina: 'Come non credono in Dio, cosa pensano che Dio è in un albero o un fantasma?'.
Mamma:'Qualcuno sì (stupore generale), qualcuno crede che Dio sia negli alberi o nel vento, qualcuno crede che ci sia più di un dio, come gli Egiziani e gli altri pagani, qualcuno crede che Dio non esista'.
Pirata: 'Ma come Dio non esiste, Dio è lì, sulla Croce!' (indicando il Crocifisso sul muro) Poi ci ha pensato un po' e ha detto: 'ma poi se Dio non esiste, allora la Madonna, che è la mamma di Gesù, cosa fa? Non ha mica senso' (altra pausa) 'No, non capiscono mica, meglio noi bambini. C'hai ragione Gesù! Buona notte! Buona notte anche a voi!'

E, vero miracolo di Pentecoste, si è coricato tranquillo ad aspettare il suo turno di coccole, Deo gratias.





sabato 23 maggio 2015

Della festa della Pentecoste


 




Un bel brano sulla  Pentecoste tratto dal Catechismo Maggiore di S. Pio X.



Consiglio di leggerlo con i vostri bambini, magari insieme al secondo capitolo degli Atti degli apostoli, per prepararsi bene alla festa di domani. 

E' un testo molto semplice e chiaro, utile anche ai grandi per un piccolo ripasso. Certo, a volte noi genitori vorremmo trovare il tempo per meditazioni più approfondite e 'dotte'...  ma mettiamo tutto nelle mani del Signore che ama i piccoli e i semplici di cuore, certi che appagherà con abbondanza ogni nostra necessità spirituale.

 

91. Qual mistero si onora dalla Chiesa nella solennità di Pentecoste?

Nella solennità di Pentecoste si onora il mistero della venuta dello Spirito Santo.

92. Perché la festa della venuta dello Spirito Santo si chiama Pentecoste?

La festa della venuta dello Spirito Santo si chiama Pentecoste, vale a dire cinquantesimo giorno, perché la venuta dello Spirito Santo accadde cinquanta giorni dopo la risurrezione di Gesù Cristo.

93. La Pentecoste non era anche una festa dell’antica legge?

La Pentecoste era anche una festa solennissima appresso gli ebrei, ed era figura di quella che si celebra dai cristiani.

94. La Pentecoste degli ebrei per qual fine fu istituita?

La Pentecoste degli ebrei fu istituita in memoria della legge data loro da Dio sul monte Sinai fra tuoni e lampi, scritta su due tavole di pietra, cinquanta giorni dopo la prima Pasqua, cioè dopo la loro liberazione dalla schiavitù di Faraone.

95. In qual maniera si è adempiuto nella Pentecoste de’ cristiani ciò che era figurato in quella degli ebrei?

Ciò che era figurato nella Pentecoste degli ebrei si é adempiuto in quella dei cristiani, per questo che lo Spirito Santo discese sopra gli Apostoli e gli altri discepoli di Gesù Cristo, radunati con Maria Vergine in un medesimo luogo, e impresse nei loro cuori la nuova legge per mezzo del suo divino amore.

96. Che cosa avvenne nella discesa dello Spirito Santo?

Nella discesa dello Spirito Santo venne ad un tratto un suono dal cielo, come di vento gagliardo, ed apparvero delle lingue spartite, come di fuoco, e si posarono sopra ciascuno dei congregati.

97. Quali effetti produsse negli Apostoli la discesa dello Spirito Santo?

Lo Spirito Santo, discendendo sopra gli Apostoli, li riempì di sapienza, di forza, di carità e dell’abbondanza di tutti i suoi doni.

98. Che cosa si ebbe ad ammirare negli Apostoli, dopo che furono ripieni di Spirito Santo?

Gli Apostoli, dopo che furono ripieni di Spirito Santo, d’ignoranti divennero intelligenti de’ più profondi misteri e delle sacre Scritture; di timidi divennero coraggiosi per predicare la Fede di Gesù Cristo; parlarono diversi linguaggi, e operarono grandi miracoli.

99. Qual fu il primo frutto della predicazione degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo?

Il primo frutto della predicazione degli Apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo fu la conversione di tremila persone nella predica fatta da S. Pietro nel medesimo giorno della Pentecoste, che fu poi seguita da moltissime altre.

100. Lo Spirito Santo è stato mandato ai soli Apostoli?

Lo Spirito Santo non è stato mandato ai soli Apostoli, ma anche alla Chiesa ed a tutti i fedeli.

101. Che cosa opera la Spirito Santo nella Chiesa?

Lo Spirito Santo vivifica la Chiesa, e con perpetua assistenza la regge; e di qui viene la forza invincibile che ha nelle persecuzioni; la vittoria sui nemici; la purità della dottrina e lo spirito di santità che vi dimora in mezzo alla corruzione del secolo.

102. Quando è che i fedeli ricevono lo Spirito Santo?

I fedeli ricevono lo Spirito Santo in tutti i sacramenti, e specialmente nella Cresima e nell’Ordine Sacro.

103. Che cosa dobbiamo noi fare nella festa della Pentecoste?

Nella festa della Pentecoste dobbiamo fare quattro cose:

  1. adorare lo Spirito Santo;

  2. pregarlo a venire in noi e comunicarci i suoi doni;

  3. accostarci degnamente ai santi Sacramenti;

  4. ringraziare il divin Salvatore di aver mandato lo Spirito Santo, secondo le sue promesse, e di avere così compito tutti i misteri e la grande opera dello stabilimento della Chiesa